Settimane Musicali al Teatro Olimpico

vicenza
Settimane Musicali al Teatro Olimpico

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nascono nel 1992 con l’intento di portare la grande musica classica in uno dei luoghi più suggestivi al mondo, il Teatro Olimpico di Vicenza.

Il Teatro, progettato da Andrea Palladio nel 1580, si è miracolosamente conservato intatto fino ai nostri giorni ed è considerato, a distanza di quasi cinquecento anni, il più antico teatro coperto del mondo. Assieme a ville e palazzi progettati da Palladio, fa parte del Patrimonio Mondiale protetto dall’Unesco.

Il Festival si svolge tra la metà di maggio e la metà di giugno, uno dei pochi periodi dell’anno in cui il Teatro viene aperto per spettacoli e si articola in varie sezioni, principalmente opera lirica e concerti da camera. Direttore artistico dalla fondazione è il maestro Giovanni Battista Rigon, direttore d’orchestra e pianista italiano.

Alla sezione concerti del Festival – diretta da Sonig Tchakerian, violinista di origine armena vincitrice del premio Paganini e docente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – partecipano ogni anno alcuni tra i migliori interpreti italiani di musica classica, assieme a star internazionali quali Martha Argerich, Raina Kabaivanska, Alicia De Larrocha, Shlomo Mintz, Steven Isserlis, Frank Peter Zimmermann.

Alle Settimane Musicali è stato attribuito nel 2011 il prestigioso Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana.

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico fanno parte del grande circuito europeo di festival associati all’EFA, tra cui BBC Proms, Lucerne Festival, Berliner Festspiele, Zurcher Festspiele, Prague Spring Festival e – in Italia – ROF di Pesaro, Ravenna Festival, Merano e Stresa Festival, MiTo Settembre Musica.

1992
La prima edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico inaugura domenica 27 settembre del 1992: un gruppo di giovani musicisti–il Trio Italiano, reduce dalla vittoria del prestigioso premio Gui–per la prima volta si unisce e “autogestisce” un festival, invitando a suonare artisti del calibro di Wolfram Christ, Bruno Giuranna e Franco Petracchi.

1993
È una tappa fondamentale delle Settimane, che inaugurano in questo anno la prima edizione a tema del festival: La musica da camera di Mozart, Brahms e Ravel. Il Trio italiano di Giovanni Battista Rigon, Sonig Tchakerian e Teodora Campagnaro inizia a raccogliere attorno a sé musicisti amici della sua stessa generazione, fra cui il violoncellista Mario Brunello e il pianista Andrea Lucchesini, che da quel momento diventano ospiti regolari del festival.

1994
Con l’inserimento nei programmi di musiche di autori poco frequentati – come l’arciduca Rodolfo, Clara Schumann o Albert Dietrich – si va delineando un’altra importante caratteristica del festival. Iniziano a comparire programmi tematici, contraddistinti da un titolo specifico. Massimo Quarta e François Joël Thiollier per la prima volta tra gli artisti, De Incontrera, Pulcini e Rattalino per le conferenze.

1995
Festival tutto dedicato a Parigi e alla musica francese. In apertura il Carnevale degli animali di Saint-Saëns con Bruno Canino e Giovanni Battista Rigon. Entrano a far parte del gruppo dei “musicisti amici” anche Domenico Nordio e Danilo Rossi, che da allora ritorneranno quasi ogni anno. In chiusura di questa edizione viene eseguita l’integrale dlele Sonate di Debussy, con il Quartetto di Ravel.

1996
A pochi anni dalla sua nascita il festival delle Settimane Musicali ha assunto una connotazione precisa, tanto da consentirgli di dare alla luce una propria associazione culturale. In questo anno inizia la collaborazione con RAI Radiotre, che trasmette integralmente tutti i concerti del festival e viene pubblicato per la prima volta il cd prodotto direttamente dalle Settimane Musicali, con musiche di Mozart e Beethoven registrate dal vivo durante i concerti delle precedenti edizioni.

1997
Edizione dei grandi centenari di Schubert e Brahms. Giovanni Sollima inizia la sua collaborazione triennale come compositore in residence del festival. In apertura i musicisti del Trio Italiano (nel frattempo Silvia Chiesa è subentrata a Teodora Campagnaro) con Canino, Filippini, Nordio e Danilo Rossi. Prosegue la collaborazione con Radiotre, inizia quella con il canale Auditorium della Filo diffusione.

1998
Grande apertura con Raina Kabaivanska e il Trio Italiano in un tutto Šostakovič – il festival è infatti, dedicato al tema “quando c’era il Muro”, con musica russa e americana-. E’ il festival che da spazio al ‘900.. Michel Dalberto è ospite del festival per due serate con un concerto straordinario.

1999
Dopo due grandi edizioni che celebrano Schubert e Brahms, il 1999 segna la storica presenza di Frank Peter Zimmerman e del suo Stradivari del 1711 appartenuto al violinista F. Kreisler.

2000
E’ l’anno di Bach e del successo con i Concerti Brandeburghesi a cui la rivista Amadeus dedica un numero speciale, pubblicando la registrazione in due cd. Il festival viene anticipato a giugno e allarga il suo arco temporale e assume la denominazione definitiva di Settimane Musicali.

2001
Il festival festeggia se stesso, con un memorabile concerto celebrativo in cui Daniele Gatti dirige 23 solisti – protagonisti delle precedenti edizioni delle Settimane – con la Serenata di Čaikovskij e le Metamorphosen di Richard Strauss, che verranno poi anche pubblicate in cd. Dopo l’assaggio con la Kreutzer dell’anno precedente, inizia l’integrale triennale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven con Sonig Tchakerian e Andrea Lucchesini. Alicia De Larrocha è protagonista della serata spagnola del festival, dedicato alle “Musiche di Eurolandia”. Particolarmente felice la rosa dei conferenzieri: Petazzi, Suozzo (che diverrà amico fedele del festival), Villatico, Courir.

2002
L’anno del ritiro del Trio Italiano: i tre musicisti decidono di continuare le loro strade separatamente e si salutano in amicizia, con un concerto che è anche un addio, suonando lo stesso programma del loro debutto. La rassegna però non ne risente, proseguendo con l’apporto dei tre “singoli”. In questa edizione il festival comincia ad interessarsi anche alle nuove generazioni di artisti. Alcuni giovani musicisti veneti vengono invitati nell’ambito dei programmi di musica da camera insieme ai colleghi più affermati.

2003
Nascono, sotto la direzione di Titta Rigon, i Solisti dell’Olimpico, un gruppo orchestrale formato dai migliori giovani archi di scuola veneta degli ultimi anni che si affermeranno un paio di anni più tardi come una delle orchestre da camera più interessanti a livello italiano

2004
Parte il progetto triennale Aspettando Amadè, in vista delle celebrazioni mozartiane del 2006, a 250 anni dalla nascita del grande salisburghese. Il primo dei tre anni, intitolato Il piccolo grande Mozart, è dedicato alla produzione musicale dell’infanzia e della giovinezza. Apre il festival l’esecuzione del Minuetto K 1, composto da Mozart a sette anni, da parte di un piccolo pianista, di sette anni pure lui. Dopo quasi quindici anni di assenza, torna all’Olimpico l’opera in forma scenica, con la rappresentazione di Bastiano e Bastiana, composta da Mozart a 12 anni.

2005
Va in scena il celeberrimo Don Giovanni mozartiano nella sua prima versione, quella di Praga del 1787, assieme al suo diretto antecedente, quel Don Giovanni musicato dal veronese Gazzaniga al cui libretto Da Ponte si era poi abbondantemente ispirato.

2006
Per l’anno conclusivo del ciclo mozartiano le Settimane Musicali allestiscono la prima rappresentazione in tempi moderni de Il Flauto Magico, tradotto nel 1794 da Giovanni De Gamerra per il Teatro di corte di Praga. Questa prima versione storica in italiano del capolavoro mozartiano – recuperata dai manoscritti praghesi in collaborazione con l’Università di Padova – trasforma l’originario Singspiel in una vera opera italiana, con tanto di recitativi secchi.

2007
Primo anno del nuovo progetto triennale Viaggio in Italia. Ad accompagnare le Settimane Musicali attraverso le tre “tappe” di Venezia, Roma e Napoli. La curiosità musicologica attira a Vicenza la critica nazionale più qualificata, che mostra di apprezzare la regia minimalista di Damiano Michieletto e la direzione viva di Giovanni Battista Rigon.

2008
L’attenzione per le nuove generazioni si concretizza con il Progetto Giovani, che prevede l’inserimento nel Festival di due concerti riservati a giovani interpreti italiani.

2009
Si tiene a febbraio un Concerto-anteprima con la partecipazione della grande Martha Argerich, che ritorna a Vicenza dopo trent’anni di assenza. A coronamento del progetto triennale Viaggio in Italia, la tappa dedicata a Napoli prevede l’allestimento di una terza opera rossininana: si tratta de Il Turco in Italia, in una versione allestita a Napoli nel 1820, che prevede recitativi “parlati” e la parte buffa di Don Geronio in dialetto napoletano. Sempre grandi protagonisti per in concerti di musica da camera: per la prima volta a Vicenza il grande violoncellista inglese Steven Isserlis. I concerti si arricchiscono poi della partecipazione di tre orchestre prestigiose: l’Orchestra D’Archi Italiana – che con Sonig Tchakerian inaugura il Festival – l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano, la Hong Kong Sinfonietta.

2010
Apertura del nuovo ciclo triennale Ambasciatori di note: musicisti italiani nelle capitali Europee e prima tappa dedicata a Parigi. Grande serata d’inaugurazione con il ritorno al Teatro Olimpico di Martha Argerich – in un programma cameristico con Tchakerian, Chen, Bronzi e Shek replicato poi a Bologna Festival e Accademia Filarmonica romana. Per la sezione operistica viene allestito il Don Pasquale di Gaetano Donizetti, originariamente composto per il Teatro Italiano di Parigi, ma che le Settimane Musicali propongono nell’insolita versione per mezzosoprano, omaggio alla celeberrima Pauline Viardot Garcia, sorella di Maria Malibran, che cantò l’opera adattandola alla sua vocalità. Continua e si amplia il Progetto Giovani, nonché il Progetto Bach, con la tradizionale partecipazione di Michael Radulescu.

2011
Le Settimane Musicali lanciano due nuove iniziative: Raccontare la musica –quattro incontri con protagonisti della vita culturale italiana ospitati al foyer del Teatro Comunale per parlare di musica e ascoltarla dal vivo – e il Premio Lamberto Brunelli, in memoria di Lamberto Brunelli – socio e sostenitore delle Settimane musicali al Teatro Olimpico scomparso prematuramente nel 2010 – e dedicato a pianisti giovani.

2012
Si conclude con la tappa viennese la trilogia Ambasciatori di note, iniziata nel 2010. La XXI edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico propone una prima assoluta: Il ratto dal serraglio di Mozart nella versione italiana adattata da Peter Lichtenthal nel 1838 per il Teatro alla Scala e mai eseguita.
Nella sezione dedicata ai concerti, si inaugura l’iniziativa triennale Raccontare Bach, ideata da Sonig Tchakerian insieme a Mario Brunello: a partire da quest’anno nel corso di tre edizioni del Festival i due musicisti eseguiranno i dodici a solo per violino e violoncello di Bach. Non solo grandi interpreti ma anche strumenti di grande valore storico: lo Stradivari della fondazione Stauffer suonato da Luca Fiorentini, il Pedalpiano da Roberto Prosseda e il Clavirogano, da Claudio Brizi. Ai diciassette appuntamenti in calendario assistono oltre ottomila persone, fra pubblico e critica. Un successo per la XXI edizione del Festival, a cui l’Associazione Nazionale Critici Musicali assegna il prestigioso Premio Franco Abbiati.

2013
Dopo tre progetti artistici triennali consecutivi, le Settimane Musicali tornano con una programmazione annuale interamente dedicata a Mozart e la Spagna. Ambientate a Siviglia, sul palco dell’Olimpico vanno in scena Le Nozze di Figaro di Mozart, nella versione napoletana del 1814, mai eseguita prima in tempi moderni. La ventiduesima edizione del festival conferma il successo degli appuntamenti consolidati (Concerti, Conversazioni, Incontri con il compositore e Progetto giovani), ma offre al suo pubblico anche spunti nuovi: basti pensare al tema dell’incontro fra musica classica e Jazz in Mozart e la Follia, mentre Giovanni Sollima porta a Vicenza Tenebrae, il principe dei musici, un omaggio al principe del madrigale a quattrocento anni dalla sua morte.
La sigla conclusiva della rassegna sono le celebri Stagioni di Vivaldi, presentate però insieme alle Mezze Stagioni composte e interpretate dal sassofonista jazz Pietro Tonolo.

Länk till festivalen

Related posts